Gli ultimi capovolgimenti nel mondo della finanza hanno portato molti commentatori economici a paragonare il settore niente di meno che a un casinò. Gli impiegati degli istituti di investimenti finanziari sono stati paragonati a giocatori d’azzardo che prendono rischi spropositati a roulette o poker.
Una delle definizioni più azzeccate è stata quella di uno dei vari giornali online che si è espresso più o meno in questi termini: “Il mondo della finanza è come un tavolo di roulette, con la differenza che chi ci lavora fa la parte sia del giocatore, sia del croulpier che del casinò”.
Essendo la roulette un gioco d’azzardo basato unicamente sulla fortuna, giocarci vuol dire prendere grossi rischi, visto che a differenza di giochi d’abilità come poker o blackjack, le capacità o la strategia del giocatore non contano quasi niente.
Nonostante le misure prese dai vari governi per salvare la situazione, e nonostante le proposte di regolamentazione per evitare di ricadere in una situazione simile, il mondo della finanza non è ancora riuscito a distaccarsi dall’immagine del giocatore d’azzardo che è capace di perdere tutto al tavolo della roulette.
