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Il brivido della roulette: la storia del giocatore morto e risorto

Nella storia della roulette ci sono racconti che fanno sorridere ed altri, come questo, che fanno letteralmente venire i brividi. Siamo nel Principato di Montecarlo a metà degli anni cinquanta; durante un periodo di circa cinque anni si verificarono 285 suicidi tra i giocatori di roulette che si erano rovinati al gioco. Il direttore del casinò, Francois Blanc, dopo questi avvenimenti venne duramente attaccato dalla stampa locale ed additato dalla gente come istigatore al suicidio.

Il creativo direttore della famiglia Grimaldi, preoccupato dalle dicerie, dagli oscuri avvenimenti e dal crollo delle puntate alla roulette, escogitò un sistema per porvi fine; tanto astuto, quanto macabro. Ogni volta che si verificava un suicidio all’interno dei confini del casinò, un impiegato incaricato dallo stesso direttore riempiva le tasche del defunto di denaro, in modo che non si pensasse che il suicidio fosse da attribuire alla perdita al gioco.

Una notte, durante un temporale, si udì un colpo d’arma da fuoco proveniente dal parco che circonda il casinò, pensando subito ad un giocatore rovinatosi al tavolo della roulette, un funzionario si precipitò sul luogo dello sparo e vi trovò un uomo disteso a terra con in mano una pistola; immediatamente riempì le tasche dell’uomo di denaro e chiamò la polizia. All’arrivo dei poliziotti, però, dell’uomo non vi era traccia.

Le indagini conclusero che si fosse trattato di un’astuta messa in scena di un abilissimo giocatore che, accortosi del sistema usato dal direttore, si fosse finto suicida per incassare i soldi senza scommettere al tavolo della roulette. I sospetti non caddero sugli impiegati del casinò perché, secondo la polizia, solo un giocatore d’azzardo avrebbe osato tanto.

Il giocatore morto e risorto non fu più visto,ma ,ancora oggi, si narra che durante le nottate di pioggia a Montecarlo sentire uno sparo porti fortuna al tavolo della roulette.

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